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Fashion, Firenze

Firenze, arte e nobiltà del cuoio

Si potrebbe definire il capoluogo toscano come il cuore pulsante della creatività: oltre all’immenso patrimonio artistico, Firenze è considerata anche la capitale dell’artigianato. Anni di tradizione, tramandata dai mastri artigiani agli apprendisti nelle botteghe toscane, hanno fatto sì che si sviluppasse una vera e propria tipologia d’arte, in cui l’elaborazione dei materiali, in particolare del cuoio, prende forma fino a dar vita a dei manufatti estremamente raffinati.

Ciò che offre questo mestiere sono senza dubbio accessori e oggetti di alta qualità, innovativi e senza tempo: i materiali grezzi, lavorati con cura ed estrema passione, sono diventati un simbolo di nobiltà e decoro, vista la complessità della lavorazione e tutti i trucchi del mestiere che ci stanno dietro.
L’artigianato fiorentino è conosciuto in tutto il mondo per il pregio e la bellezza delle proprie realizzazioni, tanto da specializzarsi in vari settori dell’industria: home decor, gioielleria, accessori, sartoria, profumi e pelle. Sarà propio quest’ultimo settore che conserva tutt’ora una notevole reputazione a livello internazionale.

Un po’ di storia

L’uso del cuoio risale a tempi molto antichi. Le prime testimonianze dell’uso di questo particolare sostanza è attribuito a civiltà primitive quali sumeri, babilonesi, egizi e fenici.
In Europa fu l’epoca ellenistica ad introdurre questo materiale nelle primordiali forme di corporazioni artigianali, ovviamente strutturate in modo molto rudimentale rispetto a quelle attuali, mentre in Italia la civiltà romana iniziò a prevedere nella propria legislazione, con la lex Iulia, una sorta di casta lavorativa dedicata alla trattazione e al commercio della pelle: i membri di questa categoria venivano chiamati caligarii. Dopo un periodo di declino conseguente alla fine dell’Impero romano, la lavorazione della pelle tornò in auge nel Medioevo, anche se fu il 1800 l’epoca della svolta per questo settore, dato che le innovazione tecnologiche della rivoluzione industriale resero progressivamente il processo lavorativo più economico, più veloce e più efficiente sotto ogni punto di vista.
Per quanto riguarda l’artigianato fiorentino, in Toscana le prime lavorazioni iniziarono attorno al 1200, anche se furono le truppe napoleoniche, qualche secolo più tardi, ad importare l’esperienza artigianale francese sul campo. Nella seconda metà del XIX secolo i traffici commerciali e la crescente richiesta del cuoio e della pelle contribuirono ad una notevole crescita di questo settore, che tuttavia subì un rigido arresto in seguito ad una serie di eventi: fra questi, la Grande Guerra, il crollo di Wall Street e la seconda guerra mondiale. In tempi più recenti, il settore dell’arte conciaria tornò ad un livello di evoluzione con il boom economico degli anni ’70, grazie anche all’introduzione del motore a scoppio impiegato nelle industrie e di una serie di tecniche sempre più sofisticate e pratiche.

Cosa c’è dietro il cuoio: tecniche di lavorazione

Fra le attrazioni che richiamano flotte di turisti a Firenze c’è anche l’artigianato made in Italy. I prodotti di pelletteria sono vendute sia nelle bancarelle dei mercati che nelle boutique: in questi luoghi si possono difatti trovare articoli come borse, cinture, guanti, portafogli e molto altro! Le botteghe fiorentine, connotate dall’alta qualità e dal tocco senza tempo degli accessori in vendita, diventano una tappa obbligata per tutti i visitatori che si apprestano ad ammirare questa meravigliosa città. In particolare, ciò che rende unico un articolo di pelletteria è il metodo di lavorazione: a Firenze sono state riscoperte tecniche sofisticate ed innovative come la concia e la tamponatura a mano.
Il primo metodo è composto da una fase preliminare, in cui la pelle animale grezza viene sottoposta a salatura, depurazione ed essicamento per evitare che sul materiale si formino microrganismi o quantità d’acqua indesiderate, e dalla fase centrale del processo. In questo frangente la pelle viene trasformata in cuoio (il metodo più diffuso è quello al cromo), viene poi riconciata con agenti concianti e rifinita, ossia viene modificata esteticamente dalle sagge mani degli artigiani.
Il secondo metodo, la tamponatura a mano, è invece un processo di rifinitura che esalta le sfumature naturali del colore del cuoio, rendendolo pregiato e preservando tutte le qualità del materiale.

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